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Patella Luca Maria

Luca_Maria_Patella,_Luca_Patella,_1967.jpg Luca_Maria_Patella,_Autofoto_viaggiante_L._&_R._sulla_Copenhagen-Parigi,_1975.jpg

Luca Maria Patella nasce a Roma nel 1934, dove attualmente vive e lavora. Ha vissuto, fra l'altro, in Francia e in Sud America. Il suo background è artistico (a Roma e a Parigi), a partire dal padre Luigi cosmografo umanista / scientifico (Chimica Strutturale: é stato giovane assistente - per i rapporti fra la “Risonanza” e la biochimica - di Linus Pauling, doppio premio Nobel) / e psicoanalitico (dal 1967, con Ernst Bernhard). Lavora come artista, principalmente, dalla metà degli anni Sessanta e i suoi interessi abbracciano sia l'arte che la scienza, utilizzando vari media espressivi sperimentali quali fotografia (diapositive-colore, grandi tele fotografiche virate, stampe colore e b/n e varie tecniche personali), “films-opera”, video, suono, libro, computer, pittura, incisione, installazione. Ha studiato soggetti sia artistici che scientifici ed è stato fortemente influenzato da astronomia, chimica strutturale e psicologia analitica, divenendo inventivo in tutti questi campi, durante gli anni di Roma e Parigi. Molteplici le sue conoscenze e frequentazioni con artisti e personalità internazionali, tra cui Marcel Duchamp, André Masson, André Breton, Jacques Lacan, Giorgio De Chirico, Michelangelo Antonioni, Pier Paolo Pasolini, Lionello Venturi, Meret Oppenheim, Andy Warhol, Sol Lewitt. Spicca nel mondo dell'arte italiana grazie alla sua invenzione di complesse procedure tecniche e creative. Ha prodotto meticolosi crossover, dalla trasformazione preconcettuale della fotocamera all'assenza di “peso” (moralistico) della cinepresa, dagli ambienti multimediali e interattivi al comportamento, dal suono alla parola, dall'installazione di grandi oggetti-scultura come test “proiettivi” per la scrittura e i “libri-lavoro” (uno dei campi privilegiati della sua ricerca, e che spesso integrano i complessi di opere - Io sono qui (Avventure & cultura), libro proiettivo in atto, '70-1975; DAN, DEN, PIR, DUCH, Supergruppo ed., Ravenna 1980; sino a Stazione di Vita/Dichiarazioni Noètiche, (2003)-2016, Morra e Lemme associati). E' attivo anche nel campo della letteratura - saggi (“Diderot proto-psicoanalista”, ed. del Grifo, 1984), romanzo e poesia - e della critica.
Dal 1964, con Luca Patella, Grafica Contemporanea, galleria La Nuova Pesa, Roma, tiene  personali e partecipa a molte collettive in Europa e nel mondo, tra le quali si citano la XXXIII Biennale Internazionale d'Arte di Venezia, 1966 (parteciperà a sei edizioni negli anni a seguire: 1972, 1978, 1980, 1986, 1993, 2011); la V Bienal de Paris, 1967 (dove ottiene il premio speciale per la foto e il film); la Biennale di San Marino, 1967; Information, MoMA, New York, 1970; Luca Maria Patella, galerie Lara Vincy, Parigi, 1979; Luca Patella, Museum de Arte Contemporanea, Sao Paulo, 1982; Duchamp und die Avant garde seit 1950, Ludwig Museum, Köln, 1988; Temps, la quatrième dimension, Palais de Beaux Arts, Bruxelles; Barbican Centre, London; Museum Moderner Kunst, Wien, 1984-'86; Roma Anni '70, Palazzo delle Esposizioni, Roma, 1990; Ergo, materia. Arte Povera, MUAC, Ciudad de México, 2010; End of Earth, Land Art to 1974, MOCA, Los Angeles, 2011; ecc.
Parallelamente, dagli anni Sessanta, anche la produzione di Patella dei Media è molto vasta attraverso la realizzazione di Films sperimentali e animati (in 16 e 35 mm., anche medio o lungometraggi, Terra Animata 1967; SKMP2 1968; Vedo, Vado! 1969), e Video (Grammatica Dissolvente 1974-1975; Gazzetta Ufficiale di Luca Patella 1974; Viaggio in Luca (Antwerpen) 1976). I Films sono stati restaurati poi con la Cineteca Nazionale di Roma, che li ha recentemente presentati in 35 mm, nella Sala Volpi, alla Biennale Internazionale del Cinema di Venezia. I Video, presso il laboratorio REWIND dell'Università di Dundee, Scozia. Con la sua compagna Rosa Foschi Patella si è dedicato  all'animazione filmica (Corona Cinematografica, 1966) e sempre con lei nella stessa data ha organizzato un Centro Sperimentale di Ricerche Fotocinematografiche.
Altre mostre antologiche in musei e gallerie, quali Teatro di via Belsiana, Roma 1965; Galleria l'Attico, Roma 1968, 1969 e 1974; Galleria Apollinaire, Milano 1971 (Muri Parlanti); New Italian Art, Walker Art Gallery (Alberi Parlanti), Liverpool 1971; Incontri internazionali d'Arte, Roma, 1972, 1973 e 1987; Reis doorheen Luca Patella, ICC, Antwerpen 1976; La fotografia di Luca Patella, Mantova 1978; DEN & DUCH dis-enameled (Diderot e Duchamp sverniciati: svariate centinaia di opere, installazioni e teorie - quattro libri - riguardanti Diderot e Duchamp), MUHKA, Antwerpen 1990; Vasa Physiognòmica, Roma, Milano, Köln, Antwerpen dall'82; Patella ressemble à Patella: l'opera 1964-2007, organizzata dalla Fondazione Morra (e con libro-catalogo omonimo), Castel S. Elmo, Napoli 2007; Ambienti Proiettivi Animati '64-'84, MACRO, Roma 2015; Oso non essere / non oso essere, Galleria Il Ponte, Firenze 2017; Casa Morra, Napoli 2018. Del 2015, anche videoroom al Boijmans Van Beuningen Museum di Rotterdam, e i “films-opera” alla Tate Modern di Londra.
L'artista è noto per le complesse relazioni semantiche e tecniche elaborate nel suo lavoro: pittura, oggetti-scultura, installazioni, fotografie, films e video, lavori grafici, libri e scritti. Patella è un artista di ricerca conosciuto a  livello nazionale e internazionale, e del suo lavoro si sono interessati critici e intellettuali quali Giulio Carlo Argan, Jacqueline Risset, Florent Bex, Michel Baudson, Jan Foncé, Margareth Sinclair Pentland, Bernard Blistène,  Pierre Restany, Maurizio Calvesi, Renato Barilli, Gillo Dorfles, Achille Bonito Oliva, Umberto Eco, Ettore Sottsass, Lea Vergine, Alvin Curran, Elio Grazioli, Luciano Marucci, Giuseppe Morra, Stefano Chiodi, Andrea Cortellessa, Laura Leuzzi, Marco Scotini e molti altri.
Le sue opere si trovano in importanti Collezioni di Musei, quali lo Stedelijk Museum (Amsterdam), il Modern Art Museum (New York), la Fondazione Gordon Matta-Clarck (Anversa), la Galleria Nazionale d'Arte Moderna, il Macro e l'Istituto Nazionale per la Grafica (Roma), la Polaroid Corporation (Boston), il Mart (Trento), il Museo di Fotografia Contemporanea (Milano), la Biblioteca Nazionale Centrale (Parigi, Firenze, Roma). Negli anni ha ricevuto Premi Internazionali, quali Biennale del Cinema (sezione sperimentale, Venezia, 1969), Premio Pascali (1976), e per la poesia: Grinzane Cavour, Feronia, e Vincenzo Cardarelli (2002). Il 'Comité des Arts de la Ville de Bruxelles' gli commissiona per Place de Ninove la grande Magrittefontaine Fisiognòmica in pietra marina locale storica, denominata pierre bleue (2002). Gli è stato anche conferito il Premio per l'Interdisciplinarietà del DAMS di Bologna (2003).

 

 

 


 

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