Galleria Il ponte Galleria Il ponte Galleria Il Ponte, Arte Contemporanea, Firenze
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Galleria Il ponte
Michelangelo Pistoletto
(Biella 1933)

Michelangelo Pistoletto è nato a Biella nel 1933; qui, dopo aver passato gran parte della sua esistenza a Torino, ha recentemente dato vita alla Fondazione Pistoletto Cittadellarte. Una realtà culturale ad ampio spettro, tesa a valorizzare indagini e percorsi inconsueti nel mondo dell’immagine.
Stimolato dal padre pittore e restauratore di dipinti antichi e affreschi, entra a lavorare nella sua bottega giovanissimo, all’età di quattordici anni; qui apprende le tecniche tradizionali legate al passato e le tecnologie di intervento presente sulle testimonianze della storia dell’arte.
Dopo un corso di pubblicità, apre uno studio di advertising e contemporaneamente, dal 1956, si dedica alla pittura, concentrandosi sulla figura umana con valenze esistenziali: il primo soggetto della sua pittura – nel ’55 – è un autoritratto.
Dal 1956 al 1958 l’artista lavora sul divenire tra figura e contesto indagando sulla possibilità di rilevare nel quadro la dialettica tra il riprodotto e il riflesso. Dal rappresentarsi su una superficie oro e argento, passa all’acrilico e vernice plastica su tela. Nel 1961 comincia a realizzare le superfici specchianti, in cui la figura, a grandezza naturale, è una velina fotografica dipinta e collocata su una superficie di acciaio inox, lucidata a specchio. Nel ’64 con una variazione linguistica, l’artista passa alla trasparenza dei Plexiglass, su cui dipinge o riporta fotograficamente un oggetto, la cui immagine si trova all’interno dello spazio circostante.
Nel 1965 Pistoletto proietta nel suo studio di Torino, gli Oggetti in meno dove si evince la poliedricità dell’artista che cerca di dar corpo ad una serie di illuminazioni interne “fisicizzate” nel suo studio. Realizza opere tridimensionali coinvolgendo nelle sue operazioni lo spazio e il tempo; recupera oggetti e materiali poveri, secondo le linee del New Dada americano, ma vi inserisce elementi che si riveleranno caratteristiche dell’ Arte Povera, di cui Pistoletto è uno dei principali esponenti. Nel ’67 l’artista apre lo studio a poeti, intellettuali e al pubblico. Il lavoro con altri artisti, musicisti, attori, cineasti lo porterà a un’intensa attività di performances, che dal ’68 al ’70 si tradurrà negli spettacoli dello Zoo e per due anni sostituirà il lavoro sull’opera tradizionalmente intesa. Pistoletto allontanatosi dallo specchio, entra nello studio, sulla scena, nelle strade, nella città, quali spazi da riempire; e l’incontro, la collaborazione con il mondo esterno si tradurrà spesso in invenzioni teatrali.
Nel ’78, con la Divisione e moltiplicazione dello specchio l’artista torna artigiano, specchiaio. Ora lo specchio diventa “forte” «...perché tocca il mistero del riflesso, la sua majestas». Questo momento porterà alla successiva monumentalità della scultura, realizzata dopo l’80 in marmo o poliuretano.
Dagli anni ’60 fino ai nostri giorni gli vengono dedicate importanti personali nelle principali gallerie e musei europei e americani, che consolidano la sua fama a livello internazionale e nel giugno di questo anno viene insignito del Leone d’oro alla carriera in occasione della 50� Biennale di Venezia.
Artista, progettista e propulsore di nuove immagini, affascinato dalle loro possibilità di rappresenta-zione, è il protagonista di una concezione globale e architettonica dell’arte attraverso una visione complessa, che lo accomuna ai grandi protagonisti dell’Umanesimo rinascimentale.

 
Mostre:
Michelangelo
Pistoletto
Superfici specchianti
1962 – 2000
 
Galleria Il ponte
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