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Daniela De Lorenzo / Zoè Gruni / Kinkaleri Raffaele Luongo / Franco Menicagli / Virgilio Sieni La mostra Abitanti Ambienti alla Galleria Il Ponte, curata da Silvia Lucchesi, si articola in due consecutivi appuntamenti della durata di cinque giorni ciascuno e riunisce i lavori di sei artisti Daniela De Lorenzo, Zoè Gruni, Kinkaleri, Raffaele Luongo, Franco Menicagli e Virgilio Sieni. Sono personali visioni sul tema della relazione tra il corpo e lo spazio interpretate con l’uso di differenti mezzi, dal video alla fotografia all’installazione. Il proprio corpo, quello degli altri, le modificazioni del corpo abitano e si mettono in relazione ad ambienti domestici, collettivi quali la città, e ad habitat astratti, attraverso gesti quotidiani, privati e rappresentati. Daniela De Lorenzo, fiorentina, presenta Geotropico, una doppia proiezione video inedita nella quale l’esile corpo di una danzatrice compie semplici azioni. Così come gli organi vegetali che hanno la proprietà ‘geotropica’ di orientarsi in una direzione corrispondente o contraria a quella della forza di gravità -le radici verso il centro della terra e i fusti in senso opposto- la danzatrice si erge da terra, e si muove ruotando il corpo piegato in avanti. Ma il montaggio a rovescio della ripresa genera una sorta di scarto interno al gesto, misterioso e spiazzante. Così il suo corpo appare pesante, la sua azione trattenuta, affaticata. La scena è un interno vuoto e silente che serra l’azione ripetuta in una visione schiacciata a sottrarre essenza volumetrica alla forma, mentre il suono del silenzio amplificato e rielaborato è plumbeo, carico.
Io, papà e gli amici del bar Charlie, 2003
Raffaele e l’autoritratto senza residui, 2004
Franco Menicagli (vive e lavora a Firenze) presenta
un video e una installazione appositamente realizzata per la mostra.
Si tratta di una sua collezione di strani ninnoli. Sono esseri in ceramica
e in carta di piccole dimensioni dalle sembianze animali e vegetali,
si direbbero geneticamente modificati. Nel video ci sono un cavallo con
delle ali a cui sono attaccati dei missili, un sommergibile con zampe
di rettile, un carroarmato e un aereo con ali di uccello. Su delle mensole
invece ci sono delle piantine le cui foglie non sono uguali fra di loro,
da una stessa pianta vengon fuori escrescenze diverse, presentano malformazioni.
Sia gli uni che le altre sembrano il frutto di esperimenti, abitanti
di un mondo ribaltato in cui la tecnologia, segno massimo del progresso
dell’uomo, è impazzita. E’ così che nascono questi ibridi che evocano
l’industria militare e la biogenetica.
Il dittico Bratto Ballet è una delle tre videoinstallazioni realizzate dal coreografo fiorentino Virgilio Sieni nell’ambito di Family, progetto di residenza della Compagnia svoltosi a Siena nel 2006. L’incontro con quattro famiglie senesi ha prodotto un lavoro di studio durato tre mesi dal quale sono nati video, eventi performativi e una serie di manifesti. Nei video, i membri della famiglia, bambini, adulti, anziani, legati da gradi diversi di parentela, affrontano uno studio coreografico e figurativo centrato sul rispetto della naturalità del gesto rivolto a un approccio conoscitivo, antropologico ed etico dei vissuti quotidiani e della loro trasfigurazione. Il set sono gli spazi domestici ripercorsi e agiti dalle persone stesse che li vivono abitualmente attraverso precise coreografie che lasciano emergere il senso enigmatico delle relazioni spaziali, le attitudini posturali, il senso quotidiano e ineffabile di brevi cerimonie gestuali. Family/Bratto Ballet, 2006 due video proiezioni, muto, 5’ 37’’ loop |
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