PAOLO COTANI
chorus line
a cura di Andrea
Alibrandi
12 aprile – 27 giugno
2008
GALLERIA
IL PONTE
FIRENZE
via di Mezzo, 42/b
50121 FIRENZE
++39 055240617
info@galleriailponte.com www.galleriailponte.com
orario:
16/19.30 - chiuso sabato e festivi
INAUGURAZIONE
sabato 12 aprile 2008,
ore 18
Questa esposizione di Paolo Cotani allestita
nelle sale della galleria Il Ponte di Firenze è fondamentalmente incentrata
sugli ultimi lavori dell’artista. Oltre alle Tensioni e Torsioni degli
anni immediatamente precedenti, composte da strutture in acciaio in cui bende e
corde costituivano l’elemento dinamico dell’opera. In questo ultimo grande
lavoro, Chorus line, da cui prende il
titolo la mostra, composto da sei elementi sempre in acciaio e bende, la
tensione pare risolversi in un tratto più pacato. Le bende si sono rarefatte
rendendo maggiormente visibile la struttura e hanno acquisito la notazione di
segno, quasi illeggibile e corale scrittura epigrafica scolpita nello spazio.
A questo nucleo si legano alcuni
gruppi tematici di opere, che non intendono costituire un percorso
retrospettivo dell’ampio, complesso e al tempo unitario lavoro di Cotani, ma
vogliono rendere il senso di alcuni tratti specifici dell’artista. Dalle prime
bende su tela della metà degli anni ’70, ad alcune tele dei primi ’90, pressoché
monocrome, giocate su rarefatti scarti geometrici e con una ricchezza quasi “barocca”
nella stesura della superficie pittorica. Ricchezza che ritroviamo nella pelle
vellutata di alcune tavole realizzate a cera, in alcune carte fotografiche dipinte
e nelle sue carte carbone, dove la sottile bianca traccia dello strappo è un
lampo di luce che diviene elemento strutturale e dinamico interno all’opera.
Ufficio stampa Susanna Fabiani (susy@galleriailponte.com): dettagli
e materiale fotografico disponibili su richiesta
Nota biografica
Paolo Cotani nasce a
Roma nel 1940. Dal 1964 al 1970 soggiorna a Londra, dove tiene dei corsi su
“Tecniche e materiali delle avanguardie storiche” presso il Chelsea College of
Arts. Lavora per diversi allestimenti teatrali assorbendo influenze culturali
determinanti per la precisazione di alcuni aspetti della sua ricerca che si
pone in sintonia con quanto accadeva in Inghilterra in quegli anni. Giorgio De
Marchis lo definì il più inglese dei giovani pittori neoastratti romani. Nel
1968 tiene la sua prima personale alla Galleria Ferro di Cavallo di Roma e nel
1970 negli USA viene presentato insieme a David Russel alla CCAC Gallery di Oakland in
California. Cotani aderisce agli inizi degli anni Settanta a quell’area di
ricerca interessata all’analisi degli strumenti sintattici del linguaggio,
conosciuta con il nome di Grado Zero della Pittura. Dal 1971 inizia a partecipare
con la Galleria
Editalia di Roma a diverse collettive, nel 1972 rientra fra i
Pittori italiani presentati dallo
Sodertalje Museum di Stoccolma. Nel 1973 espone alla Galleria Morone di Milano
e partecipa alla rassegna Un futuro
possibile. Nuova Pittura al Palazzo dei Diamanti di Ferrara e a Italy Two. Art around ’70 al Museum of
Philadelphia Civic Center. Nel 1974 espone alla Galleria la Tartaruga di Roma e
allo Studio G7 di Bologna e partecipa alla mostra Grado Zero alla Galleria Bologna 2 di Bologna e alla Galleria La
Bertesca di Genova, dove l’anno successivo terrà una personale oltre che a
Genova, a Milano e Düsseldorf. Nel 1975 partecipa alla rassegna IX Biennale de Paris. Mainifestation
Internazionale des jeunes artistes al Musée d’Art de la Ville de Paris e
l’anno successivo a Drawing/trasparence
da Cannaviello Studio d’Arte di Roma e a Progressiva.
La gestione del colore. Il Grigio: Cotani, Richter alla Galleria Arco
D’Alibert di Mara Coccia
a Roma, dove l’anno successivo sarà presentato con una personale e con cui
stabilirà un lungo e proficuo rapporto di lavoro che lo porterà a esporvi
frequentemente negli anni successivi sia con mostre personali (1979, 1982,
1985, 1988, 1990, 1992, 2004, 2005) che collettive (1977, 1982, 1985,1986,
1987, 1988). Sempre nel 1977 è presentato dalla Galerie Th. Kellere di
Kempfenhausen e invitato a Documenta 6
alla Galerie Nordenhake di Malmö e a Zestien
Italiaanse kunstenaars (Sixteen italian artists) nel Museum Boymans – van
Beuningen di Rotterdam. Nel 1979 tiene la sua prima grande retrospettiva nel
Palazzo dei Diamanti di Ferrara e nel 1981 espone Metafora con Ralph Gibson ai Cantieri Navali della Giudecca a
Venezia e alla Castelli Graphics di New York. Nello stesso anno tiene la mostra Ut Pictura Architectura. La costruzione logica
dell’opera presso la Galleria Architettura Arte Moderna di Roma, dove
esporrà ancora nel 1996, nel 2000 e in diverse collettive. Nel 1982 tiene una
retrospettiva a Mantova nella Casa del Mantenga e nel 1984 al Museo Civico di
Viterbo assieme ad Anne e Patrick Poirier. Nel 1983 partecipa a Tredici pezzi d’oro alla Galleria De’
Foscherari di Bologna e nel 1986 alla XI
Quadriennale Nazionale d’Arte, Palazzo dei Congressi–Eur di Roma, alla
mostra La Superficie alla Galleria
Martano di Torino e a
Roma Punto Uno, mostra itinerante
organizzata dalla Galleria Mara Coccia. Nel 1988 è presente a Tota Pulcra, Esposizione Nazionale d’Arte Contemporanea,
Albergo delle Povere di Palermo
e ad Astratta.
Secessioni astratte in Italia dal dopoguerra al 1980 a Palazzo Forti di Verona. L’anno successivo espone
alla Galleria Spazia di Bologna, alla Galleria Plurima di Udine, al Centro
Culturale Bellora di Milano ed è presente in Orientamenti dell’Arte
Italiana – Roma 1947–1989 a Mosca e Leningrado. Nel 1990 tiene un’ampia
antologica a Palazzo Forti di Verona. L’anno successivo è presentato alla Galleria Niccoli di
Parma nella mostra Tensioni di superficie
con Castellani e Scarpitta. Nel 1994
tiene una personale da Framart Studio di Napoli e due retrospettive, una a
Palazzo Racani–Arroni di Spoleto e l’altra all’Universidad Politecnica di
Valencia. Nel 1995 è presentato a Genova dalla Galleria Masnata. Nel 1997
partecipa a Die Andere Richtung der
Kunst. Abstrakte Kunst Italiens ’60–’90 presso il DuMontkunsthalle di Koln.
Nel 1998 espone Shadows da Franco Riccardo Arti
Visive di Napoli e alla Galleria Il Bulino di Roma. Nel 2004 Il suo lavoro L’immagine negata viene presentato
nell’Universidad de Castilla La Mancha a Cuenca e partecipa a Oltre il Monocromo alla Fondazione
Zappettini di Chiavari Nel 2005 espone con Gregorio Botta Translating Rooms presso Understudio di Roma. Nel 2006 presenta Consonanze con un’opera di Giulio Turcato
alla Fondazione Zappettini di Milano e partecipa a Pittura 70 – Then and Now, all’Istituto Italiano di Cultura di
Londra. Nel 2007 allestisce Tensioni
1971–2007 da Erica
Fiorentini Arte Contemporanea a Roma e nel 2008 Chorus line alla galleria Il Ponte di
Firenze.
Nelle dichiarazioni
di poetica dell’artista si andrà affermando, facendosi sempre più rilevante,
una forte valenza autoriflessiva e metalinguistica, frutto di un approccio
all’arte decisamente concettuale. L’idea in Cotani non è mai separata dal fare.
Secondo il modello della greca tekné: fare e sapere insieme, fare e pensare; il
fare della pittura – e con la pittura – come modalità di conoscenza.