| GIUSEPPE CHIARI | Cataloghi | |
| tra suono, segno e colore | Mostra 2026 | |
| Biografia |
Il corpus di opere raccoglie un nucleo omogeneo di partiture dell’artista Fluxus e compositore Giuseppe Chiari (1926–2007), realizzate nel corso degli anni Ottanta e definite dall’adozione del grande formato. Tali lavori si configurano come esito avanzato della riflessione dell’artista sul nesso tra linguaggio musicale e ambiti artistici eterogenei, un’indagine condotta con continuità a partire dai primi anni Sessanta.
[…] Alla cancellazione si affianca l’introduzione del colore, che assume un ruolo sempre più determinante, fino a rendere la dimensione visiva predominante rispetto a quella musicale. La partitura musicale viene qui manipolata: fotografata, ingrandita e rielaborata mediante composizioni cromatiche a penna feltro vetrofanico su pentagramma, o stesure di campiture di colore acrilico, in una ricerca volutamente “impropria” sulla musica, che intende demistificare il sistema dell’arte e ridefinire la stessa possibilità di confinamento tra linguaggi artistici. Nel trattamento dello spartito, l’opera di Chiari si confronta con l’eredità del ready-made inaugurato da Marcel Duchamp, figura che l’artista ben conosce e a cui guarda con consapevolezza critica.
Nelle grandi partiture degli anni Ottanta l’intervento si emancipa definitivamente dalla necessità di produrre una lettura sonora specifica: il gesto diventa più libero, autonomo, mentre lo spartito si configura come superficie pittorica sulla quale il segno grafico e il colore creano una nuova sintassi visiva.
Testo di Elena Colzi